December 9, 2021
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Quando penso ad un viaggio in India, penso sorridendo alla valigia indiana

 La valigia indiana aspetta in cantina. Nei miei programmi c’è sempre  qualche giorno a Varanasi. Se posso , ci vado, anche solo per qualche giorno. Mi sembra scontato. Come se, trovandomi ad essere nelle immediate vicinanze, non farei visita ad un caro amico. Non chiedetemi il perché , razionalmente non saprei rispondere , dopotutto ci sono stato molte volte e questo me lo fanno notare spesso anche i miei amici. Ma ci vai ancora? , L’india è grandissima cambia destinazione, visita qualche altro luogo, ma perché ancora a Varanasi?

La valigia indiana

Devo ammettere che non è una località di assoluto riposo e benessere, forse chi mi consiglia di evitare di tornarci  non ha tutti i torti. Il traffico eccessivo , le stradine strette e sporche , il rumore incessante anche di notte, gli odori nauseabondi, fanno di Varanasi un luogo non proprio di pace e di rilassante villeggiatura. Ma nonostante tutto c’è qualcosa che mi spinge a tornare, è più forte della ragione e del buonsenso , dell’ovvio , della logica , e della fatica.

Si parte

Infatti anche quest’ anno sono tornato. Questa volta in aereo, l’aeroporto lo conosco bene, recupero  la valigia che gira sul  nastro, la apro tolgo lo zaino ed esco, cammino con uno zainetto in spalla e una valigia indiana vuota in mano. Mi guardo in giro. Ovviamente un viaggiatore con la valigia non passerebbe inosservato in nessun luogo al mondo, i taxisti indiani sono ottimi osservatori. Infatti in un lampo mi trovo circondato da procacciatori di clienti. Osservo e pazientemente attendo. È mia intenzione barattare la mia valigia vuota semi nuova per un passaggio in centro città. Per il resto del viaggio non mi servirà più, sarebbe un peso e me ne devo comunque liberare.

taxi  La valigia indiana

Salgo in auto, con altri due passeggeri Indiani, è una piccola utilitaria vecchia e malconcia. La valigia mi è valsa un passaggio collettivo. Appena fuori dall’aeroporto l’India mi accoglie. Da anni è in costruzione una nuova strada volante ( sopraelevata ). Collegherà il centro con l’aeroporto per cercare di risolvere l’annoso problema del traffico. Per ora i lavori in corso peggiorano la situazione. Gettate di cemento ricoperte con sacchi di juta.  Scheletri di piloni puntano dita di ferro verso il cielo. Mezzi pesanti si muovono sbuffando nuvole di fumo nero. Donne operaie, con ceste di vimini in testa si mescolano alle auto, alle vacche, ai carretti, ai tuk tuk, ai pedoni e ai cani. Bambini giocano ai bordi della strada, vecchi distesi su logori charpoi riposano all’ombra di giganteschi baniani.

In quasi due ore percorro  22 km, I miei compagni di viaggio sono riservati commercianti e dopo i formali convenevoli si dedicano al PC e alle telefonate. Ma poco importa, fuori dal finestrino scorre la vita e con il naso incollato al vetro la osservo con la curiosità di un bambino..

Scendo dal taxi, mi restano due km. Era impossibile proseguire in auto, e poi ho voglia di immergermi in questo caos, in questo fiume di persone, di volti e di anime che si sfiorano, che si tollerano, che vivono. Ho voglia di camminare , di sentire il cuore pulsare di riempirmi il naso di odori di sentire suoni famigliari. Cammino con un sorriso da ebete stampato in volto, sono tornato, riconosco i negozi, i ristoranti, i vicoli. Sono qui di nuovo, nell’ombelico del mondo e questo mi rende felice  Cancella in un attimo  la stanchezza per le ore di volo per le ore di sosta  e per traffico.

Cammino per vicoli conosciuti , destra, sinistra , destra, raggiungo in breve la mia guesthouse. Spingo il pesante portone , Sumit alla reception mi accoglie, una vigorosa stretta di mano e un sorriso, , you are welcome you are welcome. Compilo il gigantesco libro degli ospiti e vado in camera.

Sono a Delhi, 20 giorni dopo e 800 km più a nord. Ultimo giorno in India. In un negozio di Paharganj sto comprando una valigia. Tornerà con me in italia piena di oggetti e di ricordi. Resterà poi ,vuota in cantina, nella speranza e nell’attesa di poter essere barattare un giorno per una corsa in taxi a Varanasi.

Autore del Post

Luciano

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